Musica e Rievocazione
Il Medioevo è un’epoca piena di musica. Non c’è luogo dove non la si possa udire: c’è musica in chiesa, naturalmente, ma dalla chiesa la musica esce sui sagrati, con le Laude e le prime drammatizzazioni delle storie sacre.
Naturalmente, anche sul campo di battaglia c’è musica, o almeno strumenti musicali: si tratta invariabilmente di strumenti della cosiddetta “alta cappella”, ossia che offrono un volume consistente, per dare ordini udibili nell’infuriare del combattimento: tamburi e trombe, i primi che vengono in mente, ma anche cornamuse.
Cornamuse? Ma non sono strumenti tipicamente scozzesi? In verità, no: sono diffusi in tutta l’Europa medievale, in particolare in Italia. Di seguito vediamo l’immagine di un torneo in cui, nell’angolo in alto a sinistra, sotto il palco delle donne, si vedono due suonatori di cornamusa. L’immagine è tratta da un manoscritto milanese del 1370 circa.
Dettaglio da un manoscritto milanese del 1370 circa: due suonatori di cornamusa durante un torneo medievale.
E, infine, anche negli accampamenti risuonano note e canti: le canzonacce sguaiate dei militi, qualcuno che si è portato dietro uno strumento musicale e si accompagna, qualcun altro che fa baldoria, contento di averla scampata anche questa volta.
I Mercenari del Labirinto, fedeli a questa tradizione, portano nel loro accampamento anche strumenti musicali medievali, proponendo momenti di musica e canti.